Novità per i professionisti: Split Payment eliminato e Fisco più semplice

Lo Split Payment per i professionisti è stato abolito definitivamente. La novità, è stata confermata con l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge “Dignità”.
Inoltre, la legge ha introdotto altre semplificazioni in materia di:

  • redditometro
  • spesometro

che dovrebbero snellire gli adempimenti fiscali a carico dei professionisti.

Split Payment: Dal 12 agosto professionisti esenti

La novità riguarda le fatture emesse dopo il 12 agosto 2018, giorno dell’entrata in vigore della legge, Ida tale data i professionisti non sono più soggetti al meccanismo di scissione del pagamento dell’Iva per le prestazioni di servizi rese alle PA.
Lo Split Payment, lo ricordiamo era previsto per chi emette una fattura nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni inserite nel conto economico consolidato e delle società controllate o incluse nell’indice FTSE MIB, non incassa l’Iva, perché questa viene versata direttamente all’Erario per evitare dimenticanze o fenomeni di evasione fiscale.

Questo meccanismo non ha mai riscontrato successo da parte dei professionisti, che hanno sempre obiettato di essere già soggetti alla ritenuta d’acconto e hanno parlato di discriminazione dei professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione rispetto a quelli che operano nel settore privato. Con l’entrata in vigore della norma, questa distorsione è stata corretta.

Evasione fiscale: la Fatturazione elettronica è sufficiente?

Secondo le imprese, per scongiurare l’evasione fiscale è sufficiente la fatturazione elettronica. La fatturazione elettronica, come sappiamo è in vigore dal 2015 nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni e dal 1° luglio 2018 riguarda anche i rapporti tra privati nei subappalti. Dal 1° luglio 2018, come anticipato è obbligatorio l’utilizzo delle fatture elettroniche per le prestazioni rese dai subappaltatori e dai subcontraenti nei confronti dell’impresa principale nell’ambito di un contratto di appalto stipulato con la Pubblica Amministrazione. Mentre, dal 1° gennaio 2019 l’obbligo riguarderà anche i passaggi successivi, infatti, nel caso in cui i subappaltatori si avvalgano dei beni o dei servizi resi da un altro soggetto, anche quest’ultimo dovrà adottare la fatturazione elettronica.

Allo stato attuale, per i professionisti rientranti nel regime dei minimi o nel regime forfettario la fattura elettronica non è obbligatoria. Infatti, il regime dei minimi prevede un’aliquota del 5% sul fatturato per professionisti che guadagnano fino a 30 mila euro all’anno. In questo regime rientrano i professionisti che hanno aperto Partita Iva fino al 2015. L’agevolazione durerà per 5 anni dall’inizio dell’attività o fino al trentacinquesimo anno d’età.
Dopo il 2015, chi ha avviato l’attività ha dovuto optare per il regime forfettario, che prevede un’aliquota forfettaria al 15% del reddito per professionisti che guadagnano fino a 30 mila euro senza  limiti temporali. L’unico modo per perdere l’agevolazione è sforare il tetto dei guadagni. Nei primi cinque anni è inoltre prevista una tassazione al 5%.

Semplificazioni fiscali: Decreto Dignità

Dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2016, cambiano le modalità di accertamento da redditometro. Questa legge abroga il DM 16 settembre 2015, che verrà sostituito da un nuovo decreto del ministero dell’Economia e delle finanze,che sarà emanato dopo aver sentito l’Istituto nazionale di statistica e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori su aspetti riguardanti la metodica di ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa e alla propensione al risparmio dei contribuenti.
L’invio telematico dello spesometro (l’adempimento comunicativo, da parte dei soggetti passivi Iva, riguardante i dati di tutte le fatture emesse e ricevute) relativo al terzo trimestre del 2018 slitta inoltre dal 30 novembre 2018 al 28 febbraio 2019.
Mentre, le scadenze per i contribuenti che hanno scelto la trasmissione dei dati con cadenza semestrale sono state fissate al 30 settembre del medesimo anno per il primo semestre e al 28 febbraio dell’anno successivo per il secondo semestre.