Infortunio sul lavoro: Cosa fare?

Il datore di lavoro, in caso di infortunio sul lavori è obbligato a svolgere una serie di adempimenti precisi ed inderogabili. Al lavoratore, invece, spetta la conservazione del posto di lavoro e la corresponsione di una indennità che è in parte a carico dell’INAIL e in parte a carico del datore di lavoro. La non osservanza delle disposizioni vigenti in materia comporta l’applicazione di pesanti sanzioni.

Infortunio sul lavoro e Malattia professionale: Definizione

Per infortunio sul lavoro di definisce l’incidente accaduto “per causa violenta in occasione di lavoro”, da cui sia derivata o la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, oppure un’inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni.

In sintesi abbiamo:

  • inabilità permanente assoluta quando la possibilità di lavorare sia inibita completamente e per tutta la vita
  • inabilità permanente parziale quando l’attitudine al lavoro diminuisce in misura superiore al 10% e per tutta la vita
  • inabilità temporanea assoluta quando la conseguenza di un infortunio impedisce di lavorare totalmente e di fatto per più di tre giorni

Per causa violenta si intende un’azione determinata e concentrata nel tempo che arreca danno all’organismo del lavoratore. Viene considerata causa violenta anche l’azione di fattori microbici o virali che, posti in rapporto di causa/effetto con la prestazione lavorativa, da luogo ad invalidità.

Per malattia professionale si intende qualsiasi infermità contratta nell’esercizio e a causa del lavoro al quale è adibito il lavoratore. Se è sospettata una malattia professionale, l’INAIL è tenuto a svolgere a suo carico tutti gli esami clinico/specialistici e strumentali necessari per la verifica e l’approfondimento del nesso eziologico.

Infortunio sul lavoro: Obbligo di denuncia

Il lavoratore deve informare il datore di lavoro di qualsiasi infortunio che gli accada (anche se di lieve entità), pena la perdita del diritto all’indennità economica temporanea per i giorni antecedenti a quelli in cui il datore di lavoro ha avuto notizia dell’infortunio. L’unica eccezione è prevista per gli infortuni che siano stati prognosticati guaribili entro 1 giorno.

La denuncia dell’infortunio deve essere effettuata solo per via telematica attraverso il portale INAIL, entro 2 giorni (24 ore in caso di morte o pericolo di morte) dal momento in cui il datore di lavoro ha notizia e deve indicare i riferimenti al certificato medico trasmesso all’Istituto assicuratore, sempre esclusivamente per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria competente per il rilascio, contestualmente alla sua compilazione.

Il lavoratore deve fornire al datore di lavoro il numero del certificato medico con data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso. Se il lavoratore non dispone del numero identificativo del certificato, dovrà fornire al datore di lavoro il certificato medico in forma cartacea. Per la presentazione delle denunce i termini decorrono dalla data in cui il datore di lavoro riceve i riferimenti del certificato medico dal lavoratore. Se incorre una impossibilità oggettiva del datore di lavoro di indicare il numero identificativo del certificato medico, nella denuncia dovrà essere indicato un codice casuale purché di dodici caratteri alfanumerici.

Il datore di lavoro, se non ricorre l’obbligo assicurativo, deve comunicare, nel termine di 2 giorni, all’autorità locale di pubblica sicurezza, gli infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni. Il datore di lavoro soggetto agli obblighi assicurativi INAIL, invece, si considera debitamente assolto l’impegno con l’invio all’Istituto assicuratore della denuncia di infortunio con modalità telematica.

Infortunio sul lavoro: Infortunio in itinere

L’assicurazione INAIL comprende anche gli infortuni al lavoratore assicurato durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro. In particolare, il percorso da seguire deve essere quello abitudinale, anche se diverso da quello oggettivamente più breve, purché sia giustificato dalla concreta situazione della viabilità o per la gestione dei figli minori. Sono previste anche delle brevi soste, che non espongono l’assicurato a un rischio diverso da quello che avrebbe dovuto affrontare se il normale percorso casa/lavoro fosse stato compiuto senza soluzione di continuità, infatti tali brevi soste non escludono l’indennizzabilità dello stesso.

In caso di missione o trasferta, l’evento viene considerato “come verificatosi in attualità di lavoro”, in quanto accessorio all’attività lavorativa e funzionalmente connesso, e questo dal momento in cui la missione/trasferta ha inizio e fino alla sua conclusione.

Infortunio sul lavoro: Le tutele garantite al lavoratore

Il lavoratore, in caso di infortunio, ha diritto alla conservazione del posto per il periodo previsto dalle leggi o dai contratti collettivi. e alla corresponsione di un trattamento economico a carico dell’INAIL.

L’Inail prevede ed eroga l’indennità giornaliera al pari del:

  • 60% della retribuzione media giornaliera dal 4° al 90° giorno
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica

Il trattamento dell’INAIL deve essere integrato dal datore di lavoro al fine di garantire il trattamento economico che avrebbe percepito se avesse svolto la normale attività lavorativa. Il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore infortunato:

  • l’intera retribuzione per la giornata nella quale è avvenuto l’infortunio
  • il 60% della stessa retribuzione fino al 4° giorno dal verificarsi dell’infortunio

Infine, l’importo dell’indennità è calcolato in riferimento il salario medio giornaliero percepito dal lavoratore negli ultimi 15 giorni precedenti l’evento.

Infortunio sul lavoro: Sanzioni

Il datore di lavoro è soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa di € 125 se omette o non indica con esattezza nella denuncia il numero di codice fiscale del lavoratore infortunato.

E’ prevista una sanzione amministrativa da € 1.290 a € 7.745 al datore di lavoro che ritarda od ometta la denuncia dell’infortunio o della malattia professionale all’INAIL e all’autorità di pubblica sicurezza.

E’ prevista una sanzione amministrativa fino a € 925, salvo che il fatto non costituisca reato più grave, al datore di lavoro che non fornisca all’Istituto le notizie richieste o le dia consapevolmente errate/incomplete con riferimento all’ammontare delle retribuzioni o impedisca l’accertamento delle circostanze in cui è avvenuto l’infortunio e di tutte quelle altre occorrenti per la valutazione del rischio.